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Origini in Italia II

In un altro regione di Piemonte in questo caso in Torino, è esistito una contea un altro presenza attraente del nostro cognome, in questo caso nella comunità di Azeglio distante della città di Torino a 40 km e 35 Km. di Cerrina Monferrato nella provincia di Alessandria. Il comune d'Azeglio (260 m.s.m.) conta circa 1200 abitanti.

Il centro dell'abitato è sito sull'estremità finale della collina morenica di sinistra del ghiacciaio del Monte Bianco-Monte Rosa dell'ultima glaciazione.

Procedendo sulla Milano - Torino in direzione Canavese, ad un certo punto si entra nell'anfiteatro morenico. La maestosa Serra, dal rettilineo profilo che corre parallelo al cielo, costeggia una dolce pianura punteggiata di centri abitati.

Proseguendo nel nostro viaggio, a pochi minuti dalla zona dei laghi di Candia e Viverone, incontriamo Azeglio, che riposa sulla verde e quieta immobilità di una collina.

Paese incantevole dai tetti rossi, Azeglio ospita un ricco patrimonio culturale e artistico, costituito da chiese, cappelle e antiche dimore tra cui il Castello, oggi di proprietà privata e appartenente un tempo al marchese Massimo Taparelli, che però volle sempre essere chiamato D'Azeglio, mutuando il nome dalla sua terra.

Il territorio di Azeglio comprende parte del lago di Viverone (anche detto lago di Azeglio). La cui regione costiera non è stata sfruttata turisticamente e pertanto si conserva intatta.

Per la sua posizione il paese assume una conformazione piramidale la cui sommità è dominata dal castello e dal campanile; scendendo verso la base si incontra la chiesa parrochiale e poi le case più vecchie circostanti la piazza principale.

Ai piedi della collina si trova la regione chiamata Calcinaria poiché nel passato v'erano i forni per la cottura della calce.

 

Le origini di Azeglio

Il primo documento autentico su Azeglio risale al 999d.C. È uno scritto nel quale l'Imperatore Ottone III concede al vescovo di Vercelli, Leone, diritti su un feudo; fra i territori menzionati c'è anche Azeglio.

Molti studiosi fanno però risalire le sue origini al Con la conquista di Ivrea per i Romani è probabile che Azeglio è stato anche occupato. Si suppone inoltre che ad Azeglio vi fosse una stazione di posta sulla strada romana Ivrea-Vercelli. Strada che nel periodo Medievale prese il nome di via Francigena "Romea".

Nella mezzo età, verso l'anno Mille i pellegrinaggi frequenti cominciarono verso i luoghi più famosi in culto della Cristianità ( Terra Santa, Roma, Santiago di Compostela); i gruppi numerosi di pellegrini attraversarono, tra trappole e pericoli, su piede o al cavallo, le grandi arterie che connessero le parti più distanti in Europa che unì il Mare dal Nord a Roma. Durante il Medioevo, per la sua posizione, Azeglio fu spesso conteso fra signori al servizio del Vescovo di Ivrea e quelli del Vescovo di Vercelli. Così sebbene il potere religioso del Vescovo di Ivrea non venne mai interrotto dal 1231 fino al XIV secolo il Vescovo di Vercelli fece sentire la sua influenza temporale.

Il Savoia conquista Azeglio

Il 18 Maggio 1361 i Savoia sottomisero i Conti di Masino dai quali ottennero Azeglio. Non poterono però esercitare il proprio potere sui nuovi territori sino al 1435. Nell'intervallo trascorso Azeglio e paesi limitrofi furono occupati da un capitano di ventura, Facino Cane, che li cedette solamente a seguito del pagamento di un riscatto.

Da qui in poi il paese seguì le vicende del resto del Piemonte, subendo fra l'altro gravi danni con la discesa dei Francesi nel 1551 e nel 1704.

Gli incendi appiccati dalle truppe transalpine portarono alla distruzione della maggior parte dei documenti comunali. Nel comune di Azeglio lui è anche il Santuario di San Antonio Abate di monte Perosio.

Il Santuario di San Antonio Abate di Monte Perosio

Già menzionò in documenti dei 1231 questa chiesa, (con un tempio annesso all'ospizio) quello anno succede la proprietà dei canoni di S.Andrea e di Vercelli e esso è insieme all'ospedale di quella città e passa appartenere alla parrocchia di Azeglio. Lei diviene poi eremitaggio e di anno 1679, sede centrale della Compagnia Venerabile di San Antonio Abate, composto da 100 fratelli.

Fu localizzato nella via Frencigena Romea e esso era ospizio per i pellegrini che andarono a Roma. Lui aveva un'importanza grande per le Età Medie e intere e menzionò in molti documenti del tempo. Perso la loro funzione del hospicio,que accade alla riduzione del traffico nella strada, lei diviene Abbazia durante molti secoli. Oggi è un santuario nella collina piacevole e calma Perosio,establecida sul lago di Viverone.

Merito di A. Nicolotti che nell'anno 1953 che l'operazione di restaurazione del santuario cominciò era e acconsente di conservare il molto vecchio aspetti freschi del muro adiacente e la bella facciata con piazza sostenne da quattro colonne. È corrente e recente l'altare (1956) e due largo annesso locale alla chiesa ora il monumento nazionale.

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